CASTEL DI SANGRO - E’ polemica sul pericolo imminente della chiusura del reparto rianimazione. Da una parte i toni rassicuranti del sindaco Umberto Murolo, dall’altra il realismo senza mezzi termini di Giuseppe Graziani, candidato alla poltrona di primo cittadino del comune di Castel di Sangro.
“ Ho visitato il reparto di rianimazione e ascoltato il personale medico e paramedico ivi operante, che si prodiga con professionalità e assoluta dedizione ben oltre i normali compiti di servizio, nell’apprendere che l’ unità operativa potrebbe chiudere i battenti, ha spiegato ad Ecodelsangro l’architetto Graziani, ribadisco il no assoluto a ulteriori decurtazioni del nostro Presidio Ospedaliero che espone a rischi gravissimi la salute della nostra Comunità”.
Graziani è seriamente preoccupato e lo dice con i numeri alla mano “All’ostentato ottimismo di Murolo non corrispondono i fatti , la verità è che i reparti chiudono, dei 126 posti letto oggi ne sono utilizzati circa 30, la saltuarietà e la precarietà dei servizi erogati disorienta sempre più i cittadini. Non convince più nessuno, spiega l’aspirante sindaco l’idea che la tutela della salute passi prevalentemente come semplice questione di appalti di opere pubbliche.
Quando la “cittadella della salute” sarà ultimata ha spiegato, risulterà essere un mero contenitore vuoto senza reparti ormai trasferiti altrove e con essi personale medico, paramedico e amministrativo.
Non abbiamo più alcuna fiducia che l’attuale amministrazione sia intenzionata a difendere il Presidio Ospedaliero di Castel di Sangro, conclude Graziani, completo delle funzioni necessarie a garantire urgenze ed emergenze sanitarie, ma che in realtà abbia accettato l’idea che l’Ospedale diventi un poliambulatorio con pronto soccorso e perfino senza la rianimazione”.
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E continuano a portare nuova linfa ai partiti, tutti, molti candidati, lì solo per fini esclusivamente personali. Non doveva candidarsi nessuno, in tutto l’Alto Sangro e la gente dell’A.S. non dovrebbe andare a votare. Ma ci vorrebbe un capopolo, che non c’è, a organizzare la protesta, concreta ed efficace. Dilettanti allo sbaraglio. E le segreterie dei partiti se ne approfittano per estorcere voti a una popolazione disunita, apatica e disinteressata ai propri problemi.
Cambierà la situazione? Ma certo. Solo quando i proprietari delle seconde case decideranno di abitare per tutto l’anno in questi bei posti, prenderanno la residenza e si candideranno a governarci. Ci riusciranno? Ma certo. Loro saranno compatti per dirigere le operazioni su un territorio che già non ha più la sua identità.
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